Il bonus scuole paritarie 2026 è la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per sostenere le famiglie con reddito medio-basso che iscrivono i figli a una scuola paritaria. Il decreto attuativo è stato firmato il 2 luglio dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: manca ancora la firma del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per rendere la misura pienamente operativa. Il contributo arriva fino a 1.500 euro per figlio, con un tetto ISEE di 30.000 euro.
Cos’è il bonus scuole paritarie 2026
La misura nasce con la Legge di Bilancio 2026 ed è finanziata con 20 milioni di euro. È la prima volta che lo Stato introduce, su scala nazionale, un contributo economico dedicato alle famiglie che scelgono una scuola paritaria per i figli. Fino ad oggi strumenti simili esistevano solo a livello regionale, come la Dote Scuola in Lombardia.
Chi può richiederlo
Il bonus è riservato agli studenti iscritti a:
- scuole paritarie di primo grado (le scuole medie)
- il primo biennio delle scuole paritarie secondarie di secondo grado (i primi due anni delle superiori)
Lo studente deve risultare censito nel sistema informativo del Ministero (SIDI). Possono presentare domanda i genitori o chi ha la responsabilità genitoriale, purché facciano parte dello stesso nucleo ISEE dello studente.
Il requisito economico è un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro.
Quanto vale il bonus
L’importo non è fisso: cresce al diminuire dell’ISEE. Le fasce previste sono:
- ISEE fino a 10.000 euro: bonus tra 600 e 1.500 euro
- ISEE tra 10.000 e 20.000 euro: bonus tra 400 e 1.300 euro
- ISEE tra 20.000 e 30.000 euro: bonus tra 200 e 1.000 euro
Scadenze e stato della misura
Al momento non c’è ancora una data di apertura ufficiale per le domande. Il decreto attuativo ha completato un primo passaggio con la firma del ministro dell’Istruzione, ma restano da fare la firma del ministro dell’Economia e la pubblicazione dell’avviso ministeriale con le date di apertura e chiusura della procedura. Conviene monitorare gli aggiornamenti sulla Piattaforma Unica del Ministero dell’Istruzione, dove la domanda dovrà essere presentata una volta aperto il servizio.
Documenti necessari
Per presentare la domanda, quando il servizio sarà attivo, servirà avere pronti:
- l’ISEE 2026 aggiornato
- le credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) per accedere alla Piattaforma Unica
- i dati dello studente e della scuola paritaria frequentata
- l’IBAN su cui ricevere il contributo
- la documentazione di eventuali bonus regionali per la stessa finalità già ottenuti o richiesti (buono scuola, dote scuola e simili)
Come richiederlo
La domanda andrà presentata online, tramite il servizio digitale dedicato sulla Piattaforma Unica (UNICA) del Ministero dell’Istruzione. Il servizio non è ancora attivo: l’apertura sarà comunicata con un avviso ufficiale del Ministero, che indicherà anche le date di inizio e chiusura della procedura.
Bonus statale e bonus regionali: un punto da chiarire
Se la famiglia ha già ricevuto o richiesto un aiuto dalla propria Regione per la stessa finalità, quell’importo va indicato nella domanda. Le fonti finora disponibili non sono uniformi su come questo si traduce in pratica: alcune parlano di cumulo tra i due contributi fino a un tetto complessivo di 5.000 euro, altre di uno scomputo automatico dell’importo regionale già percepito dal bonus statale. Il dettaglio sarà chiarito con la pubblicazione dell’avviso ministeriale: prima di allora è un punto da trattare con cautela.
Cosa può fare il CAAF CGIL per te
Il CAAF CGIL Emilia Romagna ti assiste nel calcolo dell’ISEE, il primo requisito da verificare per sapere se rientri nel bonus scuole paritarie 2026 e a quale fascia di importo hai diritto. Quando il Ministero aprirà la procedura sulla Piattaforma Unica, gli operatori del CAAF ti seguono anche nella raccolta della documentazione necessaria per la domanda.
Per fissare un appuntamento, trova l’ufficio CAAF CGIL più vicino a te.




