L’esenzione ticket per disoccupati in Emilia-Romagna è confermata fino al 31 dicembre 2028. La Giunta regionale ha rinnovato la misura che cancella il ticket sanitario per chi ha perso il lavoro o si trova in cassa integrazione, estendendola anche ai familiari fiscalmente a carico. Il requisito principale è l’ISEE: serve un’attestazione pari o inferiore a 15.000 euro. Le nuove regole sono in vigore dal 1° settembre 2026.

Chi ha diritto all’esenzione ticket per disoccupati

L’esenzione è identificata dal codice E99 e si rivolge a chi risiede in un comune dell’Emilia-Romagna, ha un’attestazione ISEE pari o inferiore a 15.000 euro ed è privo di lavoro o sospeso dal lavoro.

Nel dettaglio, possono ottenerla:

  • chi, dopo il 1° gennaio 2015, ha perso involontariamente un lavoro dipendente a tempo indeterminato e non intermittente, senza essersi poi rioccupato in modo stabile
  • chi, sempre dopo quella data, ha cessato un’attività di lavoro autonomo con partita IVA e non ha trovato una nuova occupazione stabile
  • chi è sospeso dal proprio rapporto di lavoro e percepisce un trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, cioè la cassa integrazione
  • i familiari fiscalmente a carico di una persona che si trova in una di queste condizioni

Una precisazione su cosa significa nuova occupazione stabile: si intende un altro lavoro dipendente a tempo indeterminato non intermittente, oppure un’attività autonoma diversa dalle collaborazioni parasubordinate e dalle prestazioni occasionali. Chi nel frattempo ha lavorato con un contratto a termine o con prestazioni occasionali, quindi, non perde automaticamente il diritto.

Anche familiare fiscalmente a carico ha un significato preciso, definito dall’articolo 12 del DPR 917/1986: serve un reddito non superiore a 2.840,51 euro, che sale a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni di età.

Che cosa copre l’esenzione

Una volta accolta, l’esenzione garantisce la gratuità di:

  • visite ed esami specialistici ambulatoriali
  • farmaci di fascia A
  • farmaci di fascia C in distribuzione diretta, se compresi nei prontuari delle Aziende sanitarie

La misura vale dal 1° settembre 2026 al 31 dicembre 2028 ed è sostenuta da 225.000 euro l’anno a carico del bilancio regionale.

ISEE sotto i 15.000 euro: attenzione a come viene calcolato

La soglia ISEE è l’unico requisito di tipo economico, ed è anche quello che nella pratica esclude più persone del previsto. Il motivo è semplice: l’ISEE ordinario fotografa i redditi di due anni prima. Chi ha perso il lavoro da pochi mesi ha quindi un ISEE calcolato su un periodo in cui lo stipendio c’era ancora, e rischia di superare i 15.000 euro pur avendo oggi un reddito molto più basso.

Per queste situazioni esiste l’ISEE corrente, che aggiorna il calcolo agli ultimi mesi e fotografa la condizione reale della famiglia dopo la perdita del lavoro o la sospensione. È lo strumento pensato per casi come questo, ma va richiesto: non si attiva da solo.

Attenzione anche ai familiari a carico. L’esenzione si estende a loro, ma ogni persona deve essere coperta da un’attestazione ISEE valida e va autocertificata singolarmente.

Come si richiede l’esenzione

La richiesta si fa in autonomia, per via telematica. Il percorso è questo:

  • si accede al proprio Fascicolo sanitario elettronico con SPID o Carta d’identità elettronica
  • si autocertifica il possesso dei requisiti
  • si ripete l’operazione per ogni persona esente, familiari fiscalmente a carico compresi

La dichiarazione vale dalla data in cui viene presentata fino al 31 marzo dell’anno successivo. Se i requisiti restano, va ripresentata. Chi non ha credenziali digitali o ha difficoltà con gli strumenti informatici può compilare il modulo cartaceo presso gli sportelli CUP della propria Azienda sanitaria. Il modulo può essere presentato anche da un genitore per un figlio minore, o da un tutore o amministratore di sostegno.

Il modulo cartaceo oggi in uso è quello collegato alla delibera precedente. Con le nuove regole è possibile che venga aggiornato, quindi conviene verificare di avere la versione in corso presso la propria Azienda sanitaria.

Due obblighi da tenere presenti. Se la condizione dichiarata cambia, per esempio perché si torna a lavorare, va comunicato: l’esenzione non decade da sola. E i requisiti devono essere posseduti nel momento in cui il medico compila la prescrizione, perché il codice di esenzione deve comparire sulla ricetta. Senza quel codice il ticket si paga comunque.

Autocertificare dati non veri è perseguibile penalmente, ai sensi dell’articolo 76 del DPR 445/2000. Prima di dichiarare, conviene verificare di rientrare davvero in una delle condizioni previste.

Farmaci di fascia C gratuiti per le famiglie in difficoltà

La stessa delibera conferma anche una seconda misura: la distribuzione gratuita dei farmaci di fascia C compresi nei prontuari aziendali alle famiglie indigenti. In questo caso i destinatari non si autocertificano, ma vengono individuati dai Servizi sociali del territorio.

Cosa può fare il CAAF CGIL per te

L’autocertificazione sul Fascicolo sanitario elettronico devi presentarla tu, ma il documento che apre il diritto è l’ISEE. Ed è lì che il CAAF CGIL Emilia Romagna può darti una mano concreta.

I nostri operatori possono:

  • raccogliere la documentazione e compilare la DSU per il calcolo dell’ISEE
  • valutare se nella tua situazione conviene l’ISEE ordinario o l’ISEE corrente, che è spesso la differenza tra restare sopra o sotto i 15.000 euro
  • verificare la composizione del nucleo familiare e la posizione dei familiari fiscalmente a carico, che devono essere coperti anche loro
  • controllare che l’attestazione sia in corso di validità prima che tu presenti l’autocertificazione

Se hai perso il lavoro, sei in cassa integrazione o hai chiuso una partita IVA, il primo passo è capire a quanto ammonta il tuo ISEE aggiornato. Prendi un appuntamento nella sede CAAF CGIL più vicina a te: trovi tutti gli uffici territoriali nella pagina Dove siamo del sito CAAF CGIL Emilia Romagna.