Il rinnovo dell’Assegno di Inclusione (ADI) è il passaggio che permette ai nuclei familiari beneficiari di continuare a ricevere il sostegno una volta terminato il periodo di erogazione. Non avviene in automatico: serve una nuova domanda, che può essere presentata solo a partire dal mese successivo all’ultimo pagamento. Con il Messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026, l’INPS ha riepilogato le regole per presentare la domanda di rinnovo e per la gestione delle Carte ADI. È un tema che riguarda molte famiglie in questa fase, ma il meccanismo si ripete nel tempo per tutti i nuclei che arrivano a fine ciclo.

Cos’è l’Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione è la misura nazionale di sostegno economico e di inclusione sociale e lavorativa rivolta ai nuclei familiari in condizione di difficoltà. Ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024 ed è destinata alle famiglie con almeno un componente minorenne, con almeno 60 anni di età, con disabilità o in condizione di svantaggio inserito in un percorso di cura e assistenza. L’importo dipende dall’ISEE e dalla composizione del nucleo, e viene erogato mensilmente su un’apposita Carta di Inclusione.

Come funziona il rinnovo dell’Assegno di Inclusione

L’Assegno di Inclusione viene riconosciuto per un massimo di 18 mesi. Al termine di questo primo periodo la misura può essere rinnovata, ma per cicli più brevi: ogni rinnovo copre 12 mesi.

Fino al 2025 tra un ciclo e l’altro era previsto un mese di sospensione, durante il quale il beneficio non veniva erogato. La Legge di bilancio 2026 ha eliminato questa pausa: oggi il nucleo può presentare la domanda di rinnovo dal mese successivo all’ultimo pagamento, senza interruzioni nell’erogazione. In cambio, come vedremo, la prima mensilità di ogni rinnovo è ridotta.

Quando presentare la domanda di rinnovo

  • La domanda di rinnovo si può inviare solo a partire dal mese successivo all’ultimo pagamento della domanda in scadenza.
  • Le istanze trasmesse nell’ultimo mese di fruizione del beneficio non possono essere accolte.
  • Chi riceve a luglio 2026 la dodicesima e ultima mensilità (a seguito del rinnovo presentato a luglio 2025) può presentare la nuova domanda a partire dal 1° agosto 2026.

Lo stesso schema vale per i nuclei che arrivano a fine ciclo negli altri mesi dell’anno: la domanda si presenta sempre dal mese successivo all’ultimo accredito.

Perché la prima mensilità è al 50%

Chi rinnova l’Assegno di Inclusione riceve la prima mensilità del nuovo ciclo nella misura del 50% dell’importo spettante. Dalla seconda mensilità l’importo torna pieno.

È bene sapere che questa riduzione non riguarda soltanto il primo rinnovo: si applica a ogni rinnovo, anche a quelli successivi. È la contropartita dell’eliminazione del mese di sospensione: al posto di un mese senza assegno, si riceve il primo mese dimezzato, evitando così un vuoto nell’erogazione.

Chi può presentare la domanda e cosa serve

La domanda di rinnovo può essere presentata:

  • dallo stesso richiedente della domanda precedente, oppure
  • da un altro componente maggiorenne dello stesso nucleo familiare.

Per il rinnovo servono, come per la prima domanda, un ISEE in corso di validità e il rispetto dei requisiti economici e familiari previsti dalla misura. È inoltre necessario proseguire il percorso di attivazione e inclusione sociale e lavorativa collegato all’ADI. Un ISEE aggiornato è quindi il primo passo: senza una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) valida non è possibile completare la domanda.

Cosa succede alla Carta ADI

Il Messaggio INPS fornisce indicazioni anche sulla Carta di Inclusione, lo strumento con cui viene erogato il beneficio.

  • Se la composizione del nucleo è rimasta invariata rispetto alla domanda terminata e la Carta ADI è ancora attiva, gli importi del rinnovo vengono accreditati automaticamente sulla stessa carta, senza bisogno di richiederne una nuova.
  • Se invece a presentare la domanda è un componente che non è già titolare di una carta attiva, ne viene emessa una nuova.

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