Il 16 giugno 2026 scade il termine per versare l’acconto IMU. Sono interessati i proprietari di seconde case, immobili commerciali, terreni e tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale. Chi non paga in tempo rischia sanzioni e interessi. Ecco chi è tenuto a pagare, chi è esente e dove rivolgersi per non sbagliare.
Chi deve pagare l’acconto IMU
L’IMU (Imposta Municipale Propria) si paga su quasi tutti gli immobili, con alcune eccezioni importanti. Sono tenuti al versamento dell’acconto entro il 16 giugno:
- i proprietari di seconde case (appartamenti, ville, case al mare o in montagna non utilizzate come abitazione principale)
- i titolari di immobili commerciali (negozi, uffici, capannoni, laboratori)
- i proprietari di terreni agricoli e aree edificabili
- chi possiede pertinenze non collegate all’abitazione principale (garage, cantine, soffitte)
Chi è esente: la prima casa non si paga (con alcune eccezioni)
L’abitazione principale — cioè l’immobile in cui il proprietario risiede anagraficamente e vive abitualmente — è esente dall’IMU. Questa esenzione si applica automaticamente e riguarda la grande maggioranza delle case di residenza.
Fanno eccezione le abitazioni considerate “di lusso” secondo la classificazione catastale: le categorie A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). Per questi immobili l’IMU è dovuta anche se utilizzati come prima casa, con un’aliquota ridotta del 5‰ e una detrazione fissa di 200 euro.
Da segnalare anche una novità rilevante introdotta dal Decreto MEF del 6 novembre 2025: per le seconde case non locate (cioè non affittate), i Comuni possono applicare una riduzione dell’imposta fino al 50%. Conviene verificare le delibere del proprio Comune per sapere se questa agevolazione è stata adottata.
Dove e come si versa: il modello F24
Il pagamento avviene tramite modello F24, utilizzando i codici tributo specifici per ciascuna tipologia di immobile. Il versamento può essere effettuato:
- online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o il proprio istituto bancario
- presso sportelli bancari, uffici postali o ricevitorie autorizzate
È importante compilare correttamente il modello F24 indicando il codice Comune (codice catastale) del Comune dove si trova l’immobile, non quello di residenza del proprietario. Un errore nella compilazione può generare irregolarità anche in caso di pagamento effettuato.
Il CAAF CGIL ti aiuta a calcolare l’IMU e compilare l’F24
Calcolare l’IMU non è sempre semplice: le aliquote cambiano da Comune a Comune, le categorie catastali determinano coefficienti diversi e le novità normative del 2025-2026 hanno introdotto nuove variabili da considerare. Un errore di calcolo può portare a un versamento insufficiente, con conseguenti sanzioni.
Gli operatori del CAAF CGIL Emilia Romagna sono a disposizione per:
- verificare la rendita catastale e calcolare l’importo corretto dell’acconto
- controllare le aliquote deliberate dal tuo Comune
- compilare il modello F24 in modo corretto
- verificare eventuali esenzioni o riduzioni a cui hai diritto
Prenota un appuntamento presso l’ufficio CAAF più vicino a te: Trova il tuo ufficio CAAF CGIL Emilia Romagna.




