Il bonus per colf e badanti da 1.200 euro è il trattamento integrativo IRPEF, l’ex bonus Renzi: spetta anche a colf, badanti e babysitter con redditi fino a 28.000 euro, ma a differenza degli altri lavoratori dipendenti non arriva in busta paga. Per riceverlo bisogna presentare il modello 730, entro il 30 settembre 2026.  (Un chiarimento del Ministero dell’Economia ha confermato che il diritto non si perde nemmeno senza dichiarazione, ma la strada del 730 resta la più rapida e sicura, pratica questa lunga e complessa)

Cos’è il bonus da 1.200 euro per colf e badanti

Il trattamento integrativo è un’integrazione al reddito introdotta nel 2020, che ha sostituito il cosiddetto bonus Renzi. L’importo spettante è  e spetta ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Ne hanno diritto anche le lavoratrici e i lavoratori del settore domestico: colf, badanti e babysitter, una platea che in Italia supera 1,2 milioni di persone.

Perché colf e badanti non lo ricevono in busta paga

La maggior parte dei dipendenti riceve il trattamento integrativo direttamente in busta paga, anticipato dal datore di lavoro. Per il lavoro domestico questo non è possibile: la famiglia che assume una colf o una badante non è “sostituto d’imposta”, cioè non trattiene e non versa le imposte per conto del lavoratore.

Questo significa che:

  • in busta paga non viene applicata alcuna ritenuta IRPEF e non viene erogato il bonus;
  • il conteggio delle imposte e delle agevolazioni si fa solo con la dichiarazione dei redditi;
  • senza dichiarazione, il bonus rischia di rimanere fermo.

A chi spetta: requisiti e fasce di reddito

Il diritto al trattamento integrativo dipende dal reddito complessivo annuo:

  • fino a 15.000 euro: il bonus spetta per intero, fino a 1.200 euro l’anno, a condizione che l’imposta lorda sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente;
  • tra 15.000 e 28.000 euro: il bonus non è automatico. Spetta solo se le detrazioni a cui si ha diritto superano l’imposta lorda, e l’importo varia in base al calcolo, sempre entro il tetto di 1.200 euro;
  • oltre 28.000 euro: il bonus non spetta.

Il requisito della “capienza” fiscale è il passaggio più delicato: chi ha redditi molto bassi potrebbe non averne diritto, mentre chi è nella fascia intermedia deve fare un calcolo puntuale. È esattamente il tipo di verifica per cui conviene farsi assistere da un operatore competente.

Come recuperare il bonus con il modello 730

Il percorso per ottenere il trattamento integrativo passa dal modello 730 relativo ai redditi 2025, da presentare entro il 30 settembre 2026. Nella dichiarazione va indicato che si presenta il 730 “senza sostituto d’imposta”: in questo caso è l’Agenzia delle Entrate a calcolare quanto spetta e ad accreditare il rimborso direttamente sull’IBAN  personale, che deve essere comunicato separatamente all’Agenzia delle Entrate.

Un’avvertenza sui tempi: senza sostituto d’imposta , come nel caso del lavoro domestico, il rimborso non arriva in estate con la busta paga, ma in genere verso la fine dell’anno o i primi mesi dell’anno successivo. Prima si presenta la dichiarazione, prima si entra nei flussi di pagamento.

Cosa può fare per te il CAAF CGIL Emilia Romagna

Se lavori come colf, badante o babysitter, gli operatori del CAAF CGIL Emilia Romagna possono verificare se hai diritto al trattamento integrativo, calcolare l’importo che ti spetta e compilare il 730 senza sostituto d’imposta, anche se non hai mai presentato la dichiarazione negli anni passati. La consulenza fiscale copre ogni fase: dal controllo dei requisiti all’invio della dichiarazione, fino al rimborso.

Per fissare un appuntamento, trova l’ufficio CAAF CGIL più vicino a te.